Vai al contenuto
Percorso formativo Bronzo Capire e proteggersi

Risk of ruin

Il risk of ruin è la probabilità che il capitale raggiunga una soglia di rovina definita entro un orizzonte. Non dipende dalla sola losing streak: servono modello dei rendimenti, sizing, costi, dipendenze, leva e confine di rovina.

A chi serve questa voce — A chi vuole distinguere una perdita grave dalla rovina e capire perché non esiste una percentuale universale calcolabile da win rate e rapporto rischio/rendimento soltanto.

Il risk of ruin (RoR) è la probabilità che un processo di capitale raggiunga una soglia di rovina entro un orizzonte definito. Prima di calcolarlo occorre specificare che cosa significa “rovina”.

Confine Esempio
Rovina assoluta Capitale pari a zero o saldo negativo
Rovina operativa Capitale insufficiente per eseguire la strategia
Rovina regolamentare/contrattuale Violazione di un requisito di margine e liquidazione
Rovina scelta dal trader Drawdown massimo oltre il quale il programma viene sospeso

Senza confine, orizzonte e modello, “il mio RoR è 0%” non è una misura verificabile.


Da che cosa dipende

Il rischio di rovina non è determinato da una sola striscia di perdite. Dipende almeno da:

  1. distribuzione dei risultati — probabilità e ampiezza di guadagni e perdite, incluse code, gap e costi;
  2. regola di sizing — importo fisso, frazione del capitale, leva e limiti di posizione;
  3. capitale iniziale e soglia di rovina;
  4. orizzonte — numero di operazioni o tempo osservato;
  5. dipendenza fra risultati — autocorrelazione, cluster di volatilità e cambi di regime;
  6. meccanica reale — slippage, liquidità, margine, finanziamento e possibilità che lo stop non venga eseguito al prezzo previsto.

Il classico problema della gambler's ruin usa passi discreti, probabilità costanti e confini assorbenti. È un modello utile per ragionare, ma non è una formula pronta da applicare a una strategia con payoff variabile.


Losing streak e drawdown composto

Una serie di perdite mostra l'effetto del sizing, non calcola da sola il RoR. Se ogni perdita è una frazione costante f del capitale corrente e non esistono gap o costi aggiuntivi:

Cₙ = C₀ × (1 − f)ⁿ

e il drawdown dopo n perdite è:

DDₙ = 1 − (1 − f)ⁿ

Per otto perdite consecutive:

Frazione persa per trade Capitale residuo Drawdown
1% 0,99⁸ = 92,27% 7,73%
10% 0,90⁸ = 43,05% 56,95%

La precedente versione di questa voce riportava circa −65% nel secondo caso: era aritmeticamente errato. Anche i valori −8% e −80% sarebbero soltanto somme lineari; con sizing percentuale sul capitale corrente il calcolo è composto.

Con una frazione strettamente inferiore al 100% e perdite perfettamente limitate, il capitale si avvicina a zero senza raggiungerlo in un numero finito di trade. Nella pratica, però, una soglia operativa o di margine può essere attraversata molto prima.


Perché la losing streak non è “certezza statistica”

La probabilità di osservare almeno una sequenza di k perdite in N operazioni dipende dalla probabilità di perdita e dall'indipendenza dei risultati. La probabilità di un singolo blocco di otto perdite con loss probability 50% è 0,5⁸, ma in centinaia di trade esistono molti blocchi potenziali e sovrapposti.

Dire “otto o dieci perdite sono inevitabili” senza specificare modello e orizzonte è quindi scorretto. Regimi e dipendenze possono inoltre rendere i risultati reali molto diversi da una sequenza Bernoulli indipendente.


Come si stima in modo trasparente

Per una strategia reale, una stima riproducibile dichiara:

  1. soglia di rovina e orizzonte;
  2. distribuzione dei trade al netto dei costi;
  3. regola esatta di position sizing e leva;
  4. trattamento di gap, slippage, margin call e perdite oltre stop;
  5. metodo di simulazione o formula e sue ipotesi;
  6. intervallo d'incertezza e stress test.

Una procedura comune è simulare molte traiettorie, contare quante attraversano il confine e dividere per il numero totale. Un bootstrap o una Monte Carlo non eliminano il rischio di modello: se il campione non rappresenta futuri regimi e code, la stima può essere troppo ottimista.

Il criterio di Kelly studia la crescita logaritmica del capitale sotto ipotesi esplicite e mostra quanto il sizing sia centrale. Non garantisce un RoR nullo nei mercati reali e non sostituisce limiti di leva, stress e margine.

Rischio operativo — Con leva o margine, la rovina pratica può verificarsi per liquidazione forzata prima che il saldo raggiunga zero. Il broker può inoltre applicare requisiti “house” più severi e liquidare posizioni senza attendere un recupero.


Che cosa usare nel piano di rischio

  • una soglia di rovina operativa definita in euro e percentuale;
  • limiti per trade e per esposizione aggregata;
  • scenari con perdite superiori allo stop;
  • stress su strisce, costi, correlazioni e cambi di regime;
  • una regola di riduzione o sospensione prima del confine;
  • una stima aggiornata quando strategia, mercato o leva cambiano.

“Praticamente zero” è un obiettivo condizionato al modello, non una promessa. Il risultato corretto da comunicare è: sotto queste ipotesi, entro questo orizzonte, con questa soglia.


Fonti


Collegamenti