L’analisi ciclica è una famiglia di metodi che cerca ricorrenze nelle oscillazioni dei prezzi e ne stima durata, ampiezza e fase. Una ricorrenza osservata può suggerire un’ipotesi temporale; non dimostra che il movimento si ripeterà né ne stabilisce la probabilità.
In parole semplici — Se alcuni minimi si ripetono a distanze simili, possiamo misurare quegli intervalli. Per usare la misura sul futuro dobbiamo verificare come sono stati scelti i minimi e se la relazione regge su dati successivi.
Questa voce introduce il lessico generale e distingue il percorso storico di J. M. Hurst. I suoi principi sono un modello di scuola, non la definizione universale dell’analisi ciclica.
Dalla misura all’ipotesi
- Definire i dati: strumento, intervallo storico, prezzo usato e unità temporale. Quindici barre giornaliere non sono necessariamente quindici giorni di calendario.
- Dichiarare il metodo: come si individuano gli estremi, quale finestra si usa e quali trasformazioni si applicano. Nell’analisi spettrale, per esempio, NIST descrive la ricerca di frequenze ricorrenti in serie osservate a intervalli regolari e la rimozione dell’eventuale trend.
- Misurare e aggiornare: stimare durata, ampiezza e fase, registrando esclusioni e revisioni. L’arrivo di nuovi dati può cambiare l’interpretazione precedente.
- Verificare la previsione: formulare una regola prima dei dati di prova e controllarla fuori dal campione usato per sceglierla. Se un minimo richiede barre successive per essere confermato, la decisione può usarlo solo dopo quella conferma.
Verificare una probabilità nell’analisi ciclica
Tre intervalli ipotetici di 14, 16 e 15 barre hanno media 15 barre. Questa media descrive il campione: non assegna una probabilità al prossimo minimo e non autorizza un conto alla rovescia. Una percentuale previsionale richiede una definizione dell’evento e un confronto fra percentuali previste e frequenze osservate su dati non usati per costruirla.
Il grafico spettrale descritto da NIST è uno strumento statistico generale: la presenza di un picco nel campione non convalida da sola una strategia sui mercati. Per verificarlo → Backtest e Data leakage.
Concetti base
| Concetto | Che cosa si misura |
|---|---|
| Periodo / durata | Distanza temporale fra punti equivalenti di un’oscillazione, per esempio due minimi attribuiti alla stessa componente |
| Fase | Posizione stimata nel ciclo rispetto a un’origine dichiarata |
| Ampiezza | Misura verticale dell’oscillazione; dichiarare se dal centro alla cresta oppure da minimo a massimo |
| Nesting |
Queste misure dipendono dal metodo. Un estremo visibile sul prezzo complessivo non identifica automaticamente il minimo di ogni componente ipotizzata.
Che cosa appartiene alla scuola di Hurst
Hurst propone durate nominali di riferimento e oscillazioni variabili. Nel suo articolo del 1974, la sincronicità è il principio secondo cui i minimi delle componenti coincidono quando i rapporti fra le durate lo consentono. È un’ipotesi del modello: l’allineamento non fornisce da solo una probabilità di svolta verificata.
Il modello price motion e i cicli nominali approfondiscono la formulazione storica. Fra gli strumenti del percorso: envelope curvilinea, valid trend line (VTL) e FLD. Le VTL sono già descritte nel libro del 1970 (p. 78); l’articolo del 1974 menziona VTL e FLD come segnali d’azione e rimanda al corso.
Rapporto con altre discipline
| Disciplina | Domanda da esaminare | Percorso |
|---|---|---|
| Analisi ciclica | Quali ricorrenze temporali emergono e quanto sono stabili? | |
| Prezzo e volume | Come cambia la quantità scambiata rispetto al movimento del prezzo? | |
| Analisi tecnica classica | Quali strutture, pattern e indicatori descrivono il movimento? |
Il volume aggregato non identifica da solo chi compra o vende. Combinare segnali ciclici e volumetrici è una scelta da testare: non dimostra un vantaggio rispetto ai singoli segnali e non sostituisce la gestione del rischio.
Percorso storico di studio
- Cinque principi del modello ciclico Hurst
- Cicli nominali Hurst
- Verifica dei pattern grafici (cap. 3)
- Dopo il libro — Hurst post-1970 (FLD, phasing)
Fonti
- NIST/SEMATECH, e-Handbook of Statistical Methods, § 1.3.3.27, Spectral Plot — frequenze, campionamento equispaziato e trend; riferimento statistico generale.
- J. M. Hurst, The Profit Magic of Stock Transaction Timing (1970), cap. 2, pp. 32–41 e p. 78 — modello nominale, misure grafiche e VTL; numerazione stampata.
- J. M. Hurst, “Cyclic Analysis”, Reason, maggio 1974, sezione Wave Functions and Relationships in Price Movement e passaggio su VTL/FLD — formulazione successiva della scuola.
Collegamenti
- Analisi ciclica (disciplina)
- Teoria ciclica
- Metodologie
- Casi studio — esempi applicati