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Analisi ciclica

L’analisi ciclica cerca ricorrenze nei prezzi: durata, ampiezza e fase, ipotesi da verificare e principi della scuola di Hurst.

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Questo riferimento cita la voce di Cyclepedia. I documenti su cui si basa sono elencati nelle fonti della voce.

L’analisi ciclica è una famiglia di metodi che cerca ricorrenze nelle oscillazioni dei prezzi e ne stima durata, ampiezza e fase. Una ricorrenza osservata può suggerire un’ipotesi temporale; non dimostra che il movimento si ripeterà né ne stabilisce la probabilità.

In parole semplici — Se alcuni minimi si ripetono a distanze simili, possiamo misurare quegli intervalli. Per usare la misura sul futuro dobbiamo verificare come sono stati scelti i minimi e se la relazione regge su dati successivi.

Questa voce introduce il lessico generale e distingue il percorso storico di J. M. Hurst. I suoi principi sono un modello di scuola, non la definizione universale dell’analisi ciclica.

Dalla misura all’ipotesi

  1. Definire i dati: strumento, intervallo storico, prezzo usato e unità temporale. Quindici barre giornaliere non sono necessariamente quindici giorni di calendario.
  2. Dichiarare il metodo: come si individuano gli estremi, quale finestra si usa e quali trasformazioni si applicano. Nell’analisi spettrale, per esempio, NIST descrive la ricerca di frequenze ricorrenti in serie osservate a intervalli regolari e la rimozione dell’eventuale trend.
  3. Misurare e aggiornare: stimare durata, ampiezza e fase, registrando esclusioni e revisioni. L’arrivo di nuovi dati può cambiare l’interpretazione precedente.
  4. Verificare la previsione: formulare una regola prima dei dati di prova e controllarla fuori dal campione usato per sceglierla. Se un minimo richiede barre successive per essere confermato, la decisione può usarlo solo dopo quella conferma.

Verificare una probabilità nell’analisi ciclica

Tre intervalli ipotetici di 14, 16 e 15 barre hanno media 15 barre. Questa media descrive il campione: non assegna una probabilità al prossimo minimo e non autorizza un conto alla rovescia. Una percentuale previsionale richiede una definizione dell’evento e un confronto fra percentuali previste e frequenze osservate su dati non usati per costruirla.

Il grafico spettrale descritto da NIST è uno strumento statistico generale: la presenza di un picco nel campione non convalida da sola una strategia sui mercati. Per verificarlo → Backtest e Data leakage.

Concetti base

Concetto Che cosa si misura
Periodo / durata Distanza temporale fra punti equivalenti di un’oscillazione, per esempio due minimi attribuiti alla stessa componente
Fase Posizione stimata nel ciclo rispetto a un’origine dichiarata
Ampiezza Misura verticale dell’oscillazione; dichiarare se dal centro alla cresta oppure da minimo a massimo
Nesting

Queste misure dipendono dal metodo. Un estremo visibile sul prezzo complessivo non identifica automaticamente il minimo di ogni componente ipotizzata.

Che cosa appartiene alla scuola di Hurst

Hurst propone durate nominali di riferimento e oscillazioni variabili. Nel suo articolo del 1974, la sincronicità è il principio secondo cui i minimi delle componenti coincidono quando i rapporti fra le durate lo consentono. È un’ipotesi del modello: l’allineamento non fornisce da solo una probabilità di svolta verificata.

Il modello price motion e i cicli nominali approfondiscono la formulazione storica. Fra gli strumenti del percorso: envelope curvilinea, valid trend line (VTL) e FLD. Le VTL sono già descritte nel libro del 1970 (p. 78); l’articolo del 1974 menziona VTL e FLD come segnali d’azione e rimanda al corso.

Rapporto con altre discipline

Disciplina Domanda da esaminare Percorso
Analisi ciclica Quali ricorrenze temporali emergono e quanto sono stabili?
Prezzo e volume Come cambia la quantità scambiata rispetto al movimento del prezzo?
Analisi tecnica classica Quali strutture, pattern e indicatori descrivono il movimento?

Il volume aggregato non identifica da solo chi compra o vende. Combinare segnali ciclici e volumetrici è una scelta da testare: non dimostra un vantaggio rispetto ai singoli segnali e non sostituisce la gestione del rischio.

Percorso storico di studio

  1. Cinque principi del modello ciclico Hurst
  2. Cicli nominali Hurst
  3. Verifica dei pattern grafici (cap. 3)
  4. Dopo il libro — Hurst post-1970 (FLD, phasing)

Fonti

Collegamenti