James Marsden Hurst 1924—2005

Capitolo 3.1 Verificare i pattern grafici

Verifica dei pattern grafici

Il Capitolo 3 in una voce: il modello ciclico spiega perché i pattern del chartismo esistono, si ripetono e funzionano — e aggiunge ciò che al chartismo manca: il tempo di riferimento e la direzione d'uscita.

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A chi serve questa voce — È la mappa del Capitolo 3. Se il modello «X» è valido, deve saper spiegare i pattern che i chartisti osservano da decenni. Li spiega tutti — e in cambio il chartismo regala al modello i suoi campanelli d'allarme.

Fonte: J. M. Hurst, The Profit Magic of Stock Transaction Timing, Prentice-Hall, 1970 — Capitolo 3, Verify Your Chart Patterns (pp. 51–67).


Prerequisiti

Il modello price-motion e i cinque principi. Il capitolo li mette alla prova.


Il doppio scopo del capitolo

In parole semplici — Primo: darti fiducia nel modello, mostrando che spiega ciò che i chartisti vedono da sempre. Secondo: insegnarti a usare i pattern meglio del chartista, leggendoci dentro lo stato dei cicli.

Prima di applicare il modello bisogna crederci — e la riconciliazione con «i precetti del charting» è una prova di validità potente: decenni di osservazione empirica indipendente che combaciano con la teoria. Ma il traffico non è a senso unico: una volta capito perché un pattern si forma, il pattern diventa uno strumento per determinare lo stato dei cicli — e da lì la direzione e il momento dell'uscita.

Le voci di dettaglio, una per famiglia:

Famiglia Meccanismo Voce
Trend line e canali Un ciclo + la somma dei più lunghi = canale; la rottura è un ciclo lungo che vira Trend line e canali
Testa e spalle Ciclo lungo che scollina sotto uno breve; la neckline è una seconda trend line Testa e spalle
Doppio massimo/minimo, «V» Stessa causa, fase diversa della componente breve Doppio massimo e minimo
Triangoli, flag, wedge… Fluttuazione di magnitudine dentro una pausa dei cicli lunghi Triangoli
Il banco di prova reale Due triangoli, quattro cicli misurati, un «fallimento» previsto Caso Perkin-Elmer
Medie mobili Filtri di cicli; 10 e 30 settimane cadono fra i nominali; piazzarle −½ span Medie mobili cicliche

Saucer, measured move, gap, island, one-day reversal: per il libro sono tutti identificabili e spiegabili allo stesso modo — ed è «un ottimo esercizio per il lettore» dimostrarlo da sé.


Il problema che il chartismo non sa risolvere

In parole semplici — Quali fluttuazioni usare per tracciare il pattern? Sullo stesso grafico convivono trend line in su e in giù, pattern dentro pattern. Il chartista sceglie «a occhio»; il modello dice: contano tutti, ognuno alla sua scala.

In ogni istante si possono trovare trend line valide in entrambe le direzioni, testa e spalle dentro le spalle di un testa e spalle più grande, triangoli che sono parte di triangoli maggiori. Su quale base il chartista dà significato all'uno e non all'altro? È la parte «artistica» del mestiere — e il suo anello mancante è la ciclicità: manca un tempo di riferimento. Il modello lo fornisce: tutti i pattern-dentro-pattern sono significativi, e la relazione magnitudine-durata quantifica l'importanza di ciascuno. Tabelle di stato su/giù/laterale per ogni periodicità osservabile, più i segnali di fluttuazione di magnitudine (flag, envelope non riempite): «un passo decisivo nel ridurre l'arte del charting a scienza della previsione».


Le undici conclusioni del capitolo

  1. I pattern si formano e si ripetono per la natura ripetitiva dell'azione ciclica.
  2. Trend line e canali sono una conseguenza obbligata del modello.
  3. Testa e spalle, doppi massimi/minimi e «V» hanno la stessa causa: decide la relazione temporale fra le componenti.
  4. Triangoli, diamond, wedge, flag e pennant nascono dalla fluttuazione magnitudine-durata (o, attenzione, dalla meccanica dello scollinamento: distinguere le due cause è essenziale).
  5. L'analisi ciclica dice in anticipo da che parte usciranno i prezzi alla fine del pattern.
  6. Il modello fornisce i tempi di riferimento senza i quali il charting resta un'arte.
  7. Le medie mobili sono smussatori.
  8. Lo span è la variabile di progetto che ne fa strumenti di visibilità ciclica.
  9. Il modello spiega i valori empirici di 10 e 30 settimane.
  10. Una media diventa molto più utile piazzata correttamente (mezzo span indietro).
  11. Le medie aiutano l'analisi ciclica: stabiliscono il trend dei cicli lunghi sommati e identificano senza ambiguità i punti dove costruire i canali curvilinei.

Attenzione — Il capitolo non dice «butta il chartismo»: dice che pattern e modello lavorano fianco a fianco. Il pattern richiama l'attenzione; lo stato dei cicli verifica o smentisce l'attesa. Chi usa solo il primo scommette; chi usa entrambi legge.


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