James Marsden Hurst 1924—2005

Capitolo 2.3 Il timing è la chiave

Cicli nominali Hurst

La Tabella II-1 del libro (1970): le durate nominali dei cicli di mercato, da 18 anni a 1,625 settimane, e come si usano per misurare i cicli reali.

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A chi serve questa voce — La «tabella degli orologi» di Hurst: le durate di riferimento con cui confrontare ogni ciclo misurato sul grafico. Senza questa bussola, ogni analista conta settimane a modo suo.

Fonte: J. M. Hurst, The Profit Magic of Stock Transaction Timing, Prentice-Hall, 1970 — Capitolo 2, Tabella II-1 e The Nominality Principle (p. 33).


Prerequisiti

Cinque principi del modello ciclico — in particolare che cosa significa «nominale» e perché i valori reali variano.


Definizione

In parole semplici — Non sono periodi fissi al giorno. Sono etichette di riferimento (13 settimane, 26, 18 mesi…). Sul grafico misuri la distanza fra due minimi e guardi a quale riga della tabella ti stai avvicinando.

I cicli nominali sono le durate di riferimento imposte dal principio di nominalità: la variazione costringe a quantificare il modello con valori comuni, dai quali ogni titolo e ogni epoca deviano entro un intervallo. Le durate nominali sono un elemento di commonality; le deviazioni sono l'espressione della variazione.


Tabella II-1 (Hurst 1970, p. 33)

La tabella originale ha tre colonne — la stessa durata espressa in anni, mesi e settimane dove ha senso:

Anni Mesi Settimane
18
9
4,5
3
1,5 18
1 12
0,75 9
0,5 * 6 26
0,25 * 3 13
1,5 6,5
0,75 3,25
0,375 1,625

* Nota originale della tabella: le componenti da 26 e 13 settimane compaiono spesso nei dati come effetto combinato di durata nominale ~18 settimane — ed è esattamente ciò che il libro misura su Warner Co. (18,5 settimane) e Standard Packaging (18,75).

HURST 1970 · CAP. 2 La scala dei cicli nominali Tabella II-1 in forma visiva · asse orizzontale logaritmico, spessore ∝ magnitudine SCHEMA CYCLEPEDIA — EMICICLO 18 anni 939 sett. 9 anni 470 sett. 4,5 anni 235 sett. 3 anni 157 sett. 18 mesi 78 sett. 12 mesi 52 sett. 9 mesi 39 sett. 26 settimane* 26 sett. 13 settimane* 13 sett. 6,5 settimane 6,50 sett. 3,25 settimane 3,25 sett. 1,625 settimane 1,63 sett. * Le componenti da 26 e 13 settimane compaiono spesso nei dati come effetto combinato da ~18 settimane. Dodici orologi di riferimento, da diciotto anni a undici giorni.
La tabella in forma visiva: ogni durata è circa la metà (a tratti un terzo) della precedente; le barre più lunghe sono anche più spesse — la proporzionalità.
Tocca il punto informativo

Come si misura: l'esercizio del libro

In parole semplici — Envelope sul grafico, lettere sui punti dove il prezzo tocca i bordi, conteggio delle settimane fra i minimi. Media dei campioni buoni → durata corrente. Scarto → variazione attesa.

Il Capitolo 2 fa la misura completa sul DJIA settimanale 1965–69 (Fig. II-3). Le distanze fra i minimi lettera-lettera:

Tratto Settimane Tratto Settimane
A–B 23 F–G 22
B–C 14 G–H 24
C–D 9 H–I 17
D–E 21 I–J 20
E–F 12 J–K 23

Dieci campioni; B–C, C–D ed E–F sono varianti evidenti (la fluttuazione magnitudine-durata all'opera) e si scartano. La media dei sette rimanenti è 21,428 settimane: l'espressione corrente, nel DJIA, della componente nominale da 26 settimane. Le deviazioni (+2,572 / −4,428) si arrotondano a ± 3,5: l'attesa per il futuro prossimo è «cicli da 21,4 ± 3,5 settimane» — da riaggiornare di continuo, perché la variazione non dorme.

Le misure del capitolo, tutte insieme

Componente nominale Misura empirica Dati
26 settimane 21,4 ± 3,5 (7 campioni) DJIA weekly 1965–69, envelope
18 mesi (78 sett.) 67 e 75 → 71 ± 4 stesso grafico, nesting up
6,5 settimane 21,4 ÷ 3 = 7,14 → raffinata a 6,766 (15 campioni, ±0,8) nesting down, Figg. II-5/II-6
4,5 anni (54 mesi) 52 ± 1 mesi (4 campioni) DJIA monthly 1949–69, scala log — il famigerato ciclo «bull-bear» (Fig. II-8)
13+26 → ~18 settimane 18,5 (Warner Co.) · 18,75 (Standard Packaging) analisi numerica ed envelope
Fig. II-5 — envelope a segmenti fra i minimi
La tavola originale: envelope a segmenti retti fra minimi e massimi settimanali — la tecnica che raffina la stima a 6,766 settimane.
Fig. II-7 — DJIA mensile su scala logaritmica
La tavola originale: DJIA mensile dal 1949 su scala logaritmica — quattro campioni da 52 ± 1 mesi ≈ il nominale di 4,5 anni.

Esempio — Conti 22 settimane fra due minimi su un titolo? Sei sulla riga delle 26 settimane, con deviazione −4: dentro il range ±3,5 misurato dal libro sul Dow, o quasi. Conti 19? Occhio alla nota della tabella: potresti stare guardando l'effetto combinato 13+26.


Uso operativo

  1. Costruisci l'envelope sul grafico.
  2. Conta le settimane fra minimi consecutivi (i minimi sono meglio definiti dei massimi, avverte Hurst).
  3. Scarta le varianti ovvie, media il resto, registra la deviazione.
  4. Confronta con la riga più vicina della tabella — e riaggiorna a ogni nuovo minimo.
  5. Servono almeno 6–7 punti dati per ciclo: se non ci stai dentro, espandi la scala (daily); se i campioni finiscono, contrai (monthly).

Se misuri… Riga nominale Nota
~5–8 settimane 6,5 sett. il «gallop» dentro il trading cycle
~11–15 settimane 13 sett.
~17–20 settimane (13+26 combinate) l'effetto ~18 settimane della nota
~20–28 settimane 26 sett. il riferimento del trading cycle del libro
~60–80 settimane 18 mesi si misura col nesting up
~4–5 anni 4,5 anni il ciclo «bull-bear», serve il monthly

Estensione intraday (tradizione post-libro)

Il modello nominale del Cycles Course (~1973) e della tradizione successiva estende la scala sotto la settimana, fino a cicli di minuti, mantenendo la struttura quasi-armonica. Non è tabellato nel libro del 1970: vedi Otto principi del modello ciclico e Dopo il libro.


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