In parole semplici — L'exchange organizza la negoziazione; il broker riceve o trasmette l'ordine; il dealer può negoziare in conto proprio; il market maker espone prezzi; il custode registra e conserva le attività. Una piattaforma può riunire più funzioni, ma non per questo diventano la stessa cosa.
La schermata con cui si compra o vende uno strumento è soltanto il punto di accesso visibile. Dietro un ordine possono operare soggetti differenti, con responsabilità distinte. Conoscere questi ruoli serve a capire dove si forma il prezzo, chi decide il routing, chi è la controparte e chi tiene le attività dopo il regolamento.
Le funzioni da separare
| Ruolo | Funzione principale | Domanda da porre |
|---|---|---|
| Exchange o trading venue | organizza l'incontro degli interessi secondo un rulebook | su quale sede viene eseguito l'ordine? |
| Broker | riceve, trasmette o esegue ordini per il cliente | agisce come agente, come principal o in entrambi i modi? |
| Dealer | negozia per conto proprio | è la controparte della transazione? |
| Market maker | quota prezzi o si dichiara disponibile a comprare e vendere | quali strumenti e obblighi copre? |
| Clearing house / CCP | determina posizioni e, se CCP, si interpone fra le parti | la transazione viene compensata centralmente? |
| CSD e custode | registrano, regolano o custodiscono titoli secondo ruoli diversi | dove risultano detenute le attività? |
Le definizioni giuridiche cambiano fra ordinamenti. La tabella è una mappa funzionale, non sostituisce il contratto del cliente o la disciplina applicabile.
Che cosa fa una sede di negoziazione
Una sede stabilisce regole di ammissione, tipi di ordine, priorità, aste, orari, tick size e procedure di sospensione. Può usare un matching engine, ma non ogni mercato è un unico book centrale completamente visibile.
Nel diritto dell'Unione europea la categoria trading venue comprende mercato regolamentato, MTF e OTF. Un internalizzatore sistematico o un dealer che esegue bilateralmente non diventa per questo una trading venue. Nel linguaggio commerciale “exchange” viene talvolta usato più liberamente, soprattutto per le attività digitali: occorre verificare la forma legale e le regole effettive della piattaforma.
Che cosa può fare il broker
Il broker non è necessariamente il mercato sul quale avviene l'esecuzione. Può:
- trasmettere l'ordine a una sede;
- scegliere fra più venue o liquidity provider;
- inoltrarlo a un market maker;
- internalizzarlo secondo le regole applicabili;
- ricevere un'istruzione specifica dal cliente sulla sede;
- offrire un prodotto OTC del quale è controparte.
Il percorso incide su prezzo, probabilità e velocità di esecuzione, costi e possibilità di miglioramento del prezzo. Per questo una commissione esplicita pari a zero non dimostra che il costo totale sia nullo: restano spread, eventuali mark-up, finanziamento, cambio, slippage e conflitti di routing.
Le etichette commerciali A-book, B-book, STP o ECN non costituiscono da sole una classificazione regolamentare completa né una prova di qualità. Il cliente deve leggere execution policy, informativa sui conflitti, termini del prodotto e rendicontazione dell'eseguito.
Controparte e custodia non coincidono
La controparte è il soggetto verso il quale nasce l'obbligo della specifica transazione. Il custode è il soggetto che tiene o amministra le attività dopo l'acquisto. Un broker può offrire anche custodia, usare un depositario terzo o registrare i titoli secondo un modello indiretto; un derivato OTC può invece creare un credito contrattuale senza attribuire proprietà sul sottostante.
Anche la presenza di una CCP cambia il rapporto post-trade: la CCP si interpone secondo le regole di clearing, ma non sostituisce automaticamente broker, custode o depositario centrale. La pagina Clearing, settlement e custodia separa queste fasi.
Piattaforme che sommano più ruoli
Alcune imprese operano contemporaneamente interfaccia, venue, broker, dealer, custode e prestatore. La concentrazione può semplificare l'esperienza utente, ma aumenta l'importanza delle domande operative:
- qual è la persona giuridica contrattuale?
- l'ordine entra in un book o resta bilaterale?
- chi determina il prezzo e con quale feed?
- gli asset del cliente sono segregati e secondo quale disciplina?
- esiste clearing centrale o esposizione diretta al provider?
- dove si presenta un reclamo e quale autorità vigila?
Questa checklist vale anche quando un marchio usa la parola “exchange”. Il nome commerciale non risponde alle domande.
Errore tipico — Concludere che l'exchange non possa avere conflitti, che il broker sia sempre agente oppure che il soggetto che mostra il saldo sia anche il proprietario o custode finale delle attività. Ogni ruolo va verificato separatamente.
Fonti
- SEC, Investor.gov — Executing an Order
- ESMA — MiFID II, Article 4: Definitions
- ESMA — MiFID II, Article 27: Obligation to execute orders on terms most favourable to the client
- ESMA — EMIR, Article 2: Definitions