In parole semplici — Se ogni operazione producesse un guadagno e il capitale venisse reinvestito, più operazioni farebbero crescere molto il rendimento annualizzato. Hurst misura questo potenziale teorico; non misura ciò che un trader avrebbe realmente guadagnato.
Campione e misura
Hurst dichiara di aver scelto 300 titoli, metà dal New York Stock Exchange e metà dall’American Stock Exchange. Per ciascuno stima il rendimento massimo disponibile con timing perfetto a diversi intervalli medi di transazione, poi aggrega i risultati.
La misura è quindi un limite teorico costruito conoscendo le svolte del passato. Non include errore di segnale, commissioni, spread, slippage, liquidità, tasse o capacità di eseguire ogni operazione al prezzo ideale.
La forma della curva
Nel grafico di Hurst, accorciare l’intervallo aumenta rapidamente il rendimento annualizzato. L’autore evidenzia un “ginocchio” fra circa 10 e 20 settimane: oltre quell’area la curva è meno ripida; sotto, il numero di reinvestimenti annuali domina sempre di più il risultato.
La forma principale è spiegata dal compounding. Se il capitale dopo ogni operazione viene moltiplicato per 1 + r e nell’anno si completano n operazioni, il valore teorico è proporzionale a (1 + r)^n. Piccole variazioni di r o n diventano enormi quando vengono elevate molte volte.
Perché non è una promessa
Il perfetto riconoscimento retrospettivo dei massimi e minimi è informazione futura. Nella pratica, intervalli più brevi aumentano rumore, errori, turnover e costi. Inoltre annualizzare un rendimento teorico per operazione presume che opportunità identiche siano disponibili e reinvestibili per tutto l’anno.
La conclusione utile non è “trada il più spesso possibile”. È più sobria: la frequenza delle decisioni e il reinvestimento cambiano radicalmente la scala dei risultati dichiarati. Ogni confronto fra strategie deve quindi mantenere uguali orizzonte, capitale, costi e regole di esecuzione.
Come verificare l’idea
Un test moderno dovrebbe usare segnali calcolabili senza dati futuri, costi realistici, vincoli di liquidità e un periodo non visto durante la progettazione. Conviene mostrare separatamente rendimento per operazione, numero di operazioni, drawdown e risultato netto: un’unica percentuale annualizzata può nascondere tutte queste differenze.
Fonti
- J. M. Hurst — The Profit Magic of Stock Transaction Timing, Internet Archive, Appendice III, pp. 204–206
- Investor.gov — Compound Interest Calculator, riferimento didattico sul compounding; non valida il test di Hurst