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Capitolo 1.2 — Massimizzare i profitti

Compounding e intervallo di trading secondo Hurst

La formula del compounding usata da Hurst, i numeri corretti del Capitolo 1 e il limite fra crescita matematica e risultato tradabile.

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In una frase — Se ogni operazione moltiplicasse davvero il capitale dello stesso 10%, reinvestire più spesso farebbe crescere il risultato in modo esponenziale. La formula è corretta; l'ipotesi di una sequenza sempre vincente non è una previsione.

Compounding: la formula prima del risultato Tre frequenze di reinvestimento al dieci per cento e due richiami sulle ipotesi e sui limiti. Stesso +10% per operazione Capitale iniziale $10.000 · valori della formula IPOTESI Cₙ = C₀(1 + r)ⁿ NON È UNA PROMESSA manca la probabilità della sequenza $31,384 1 al mese 12 reinvestimenti $98,497 2 al mese 24 reinvestimenti $1.42M 1 a settimana 52 reinvestimenti Più reinvestimenti amplificano anche errori, perdite e costi Prima si verifica il rendimento netto; poi si parla di compounding Schema Cyclepedia · Emiciclo
I valori sopra le colonne derivano dalla formula esatta. Il riquadro rosso ricorda ciò che il calcolo non contiene: probabilità della sequenza, perdite e costi.
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La formula, senza mistero

Con capitale iniziale C₀, rendimento per operazione r e n reinvestimenti completi, il capitale teorico è Cₙ = C₀(1+r)ⁿ. Il profitto di ogni operazione entra quindi nella base della successiva.

Partendo da 10.000 dollari e assumendo +10% ogni volta, dodici reinvestimenti producono 31.384 dollari; ventiquattro ne producono 98.497; cinquantadue circa 1.420.429. L'aumento dipende dall'esponente n, non da una magia particolare del mercato.

I numeri stampati nel 1970

Hurst riporta 31.380 dollari per dodici operazioni e 1,41 milioni per cinquantadue: sono arrotondamenti coerenti con la formula. Per ventiquattro operazioni stampa invece 109.150 dollari, mentre 10.000 × 1,10²⁴ dà 98.497. La discrepanza va conservata come errore aritmetico della fonte, senza correggerla di nascosto.

Anche le percentuali possono confondere: 31.384 è il 313,84% del capitale iniziale, ma il guadagno netto è 21.384, cioè +213,84%. Capitale finale e rendimento non sono la stessa misura.

L'ipotesi nascosta nell'esponente

La sequenza presume che ogni operazione renda +10%, che il capitale venga reinvestito subito e integralmente e che non esistano perdite, spread, commissioni, slippage, tasse o limiti di size. Non stima la probabilità di ottenere quei cinquantadue risultati consecutivi.

Il compounding amplifica qualunque moltiplicatore, anche quello negativo. Una perdita del 10% porta 100 a 90; per tornare a 100 serve poi +11,11%. Più operazioni sono utili soltanto se il rendimento netto e ripetibile resta positivo dopo errori e costi.

Che cosa dice davvero l'intervallo

Il libro collega intervalli più brevi a più occasioni di reinvestimento. L'Appendice III spinge questa relazione usando svolte note a posteriori su 300 titoli. È una misura del potenziale con timing perfetto, non del rendimento che un operatore avrebbe ottenuto senza conoscere il futuro.

Accorciare l'intervallo può aumentare turnover, rumore e dipendenza dall'esecuzione. Per questo «trada più spesso» non segue automaticamente dalla formula.

Come usarlo in una verifica seria

Prima si misura il rendimento netto per operazione su regole fissate; poi si osserva quante opportunità realistiche esistono. Un report utile separa rendimento medio, distribuzione delle perdite, numero di operazioni, tempo senza posizione, costi, drawdown e periodo fuori campione.

Il compounding descrive infine come una sequenza già definita si accumula. Non crea da solo la qualità di quella sequenza.

Fonti

Collegamenti

Filosofia operativa di Hurst · Appendice III — intervallo di transazione · Quattro pilastri · Esperimento di trading del 1968