Il caso in trenta secondi
In parole semplici — Nel Capitolo 6 Hurst prende un solo titolo, calcola quattro zone di prezzo una dopo l'altra e mostra che i quattro estremi successivi cadono dentro quelle zone. Il caso insegna bene la procedura, ma da solo non misura quante volte funzionerebbe altrove.
Alloys Unlimited era già comparsa nel Capitolo 1. Qui torna come dimostrazione
dei metodi computazionali. Hurst osserva un
trading cycle fra 17 e 22 settimane e adotta T = 20: half-span da 10
settimane, full-span da 20 e smussatura del residuo di circa 12 settimane.
I dati e gli esiti seguenti sono quelli riportati nel libro del 1970.
Quattro stime consecutive
Il primo centro d'incrocio è 41. Dal minimo precedente di circa 32 la gamba già compiuta vale 9 punti; replicandola oltre 41 si ottiene un obiettivo 50 e una zona 48–52. Il massimo osservato è 48¾, otto settimane dopo.
La half-span gira poi verso il basso. Dal massimo 48¾ all'incrocio 42 ci sono circa 7 punti: l'obiettivo diventa 35, fascia 33½–36½. Il minimo osservato è 35⅛, quattro settimane dopo.
La terza lettura parte da 35⅛ e usa un incrocio a 43¾. La distanza di 8⅝ punti porta al centro 52⅜ e alla fascia 50⅝–54⅛. Il prezzo entra nella zona rapidamente, vi resta tre settimane e tocca 52⅞.
Infine l'incrocio ribassista a 46¾, distante 6⅛ punti dal massimo, produce il centro 40⅝ e la zona 39⅜–41⅞. Il minimo osservato è 41, la settimana successiva all'ingresso nella fascia.
Perché la full-span contava
Dopo il minimo a 32⅛, il massimo a 48¾ era inferiore al precedente 49¾. A occhio, il canale poteva sembrare ancora discendente. La media full-span da 20 settimane, invece, saliva. Nella lettura di Hurst ciò indicava che le componenti più lente avevano già curvato verso l'alto e che il canale del trading cycle aveva probabilmente girato sul minimo 32⅛. L'envelope avrebbe fornito la stessa conferma soltanto con il massimo seguente, tre settimane più tardi.
L'inversa aggiunge un controllo nell'ultima fase. Hurst legge una componente di 12,7 settimane e circa 7 punti di escursione; combinandola con il ciclo più lungo ottiene una stima intorno a 40½, vicina al 40⅝ della half-span e al minimo osservato di 41. È una convergenza interna allo stesso impianto, non una prova indipendente.
Che cosa dimostra e che cosa no
Il caso dimostra che il procedimento può essere seguito passo per passo e che i quattro risultati pubblicati sono coerenti con le fasce calcolate. Non è un backtest: riguarda un unico titolo, un periodo selezionato e parametri interpretati sul grafico. Non conosciamo da questo episodio il numero di casi scartati, la frequenza di falsi segnali né il risultato netto su un universo predefinito.
La stima temporale è inoltre meno precisa di quella di prezzo: Hurst discute un caso da 5 settimane teoriche contro 9 osservate e altri ingressi fra 3 e 6 settimane. Il libro stesso avverte che non ogni titolo offrirà tante informazioni quanto Alloys.
Per una verifica moderna servirebbero regole codificate prima del test, dati point-in-time, ogni segnale, costi e un campione fuori periodo. La letteratura sul multiple testing chiarisce perché un esempio riuscito non basta quando si possono scegliere titolo, finestra e configurazione dopo aver visto i dati. Quella ricerca non esamina Alloys o Hurst; stabilisce il livello di prova che manca a questo caso storico.
Fonti
- J. M. Hurst, The Profit Magic of Stock Transaction Timing, Prentice-Hall, 1970, cap. 6, pp. 99–113, figure VI-1–VI-8 — dati, calcoli e interpretazione del caso Alloys Unlimited.
- Campbell R. Harvey, Yan Liu e Heqing Zhu, … and the Cross-Section of Expected Returns, NBER Working Paper 20592, 2014 — multiple testing e soglie di evidenza; non è una verifica del metodo Hurst.
Collegamenti
- Metodi computazionali Hurst — la procedura generale.
- Half-span e full-span — il calcolo della fascia.
- Moving average inversa — la conferma interna dell'ultima stima.
- Filosofia operativa — la prima apparizione di Alloys.