In parole semplici — Sullo stesso grafico agiscono oscillazioni di durata diversa. Il trading cycle è quella che scegli come orizzonte del piano; strumenti e decisioni vengono calibrati su di essa.
Il trading cycle è la componente ciclica assunta come unità operativa per analizzare entrate, gestione e uscite in uno specifico programma.
Non è un numero universale e non è automaticamente il dominant cycle:
| Termine | Domanda |
|---|---|
| Trading cycle | Quale componente ho scelto di tradare? |
| Dominant cycle | Quale componente domina una misura o un tratto osservato? |
| Ciclo nominale | Quale etichetta della scala uso come riferimento? |
| Wavelength corrente | Quale durata sto stimando nel campione attuale? |
Una componente dominante può essere inadatta all'orizzonte, ai costi o alla frequenza desiderata; viceversa, una componente scelta per il trading può non essere quella di massima ampiezza in ogni momento.
Che cosa determina
Una volta dichiarato il trading cycle, il metodo storico calibra su di esso:
- la durata dell'envelope di riferimento;
- gli span delle medie half-span e full-span;
- le componenti più corte usate per il timing;
- l'orizzonte delle osservazioni e dei target;
- la frequenza attesa dei trade.
La scelta non elimina la variazione. Se wavelength o magnitudine cambiano, gli strumenti costruiti sul valore precedente possono degradarsi.
Criteri da dichiarare
Una voce o un'analisi che usa “trading cycle” dovrebbe specificare:
- mercato, timeframe e unità temporale;
- wavelength nominale e misurata;
- metodo di identificazione;
- numero di campioni;
- ragione operativa della scelta;
- condizioni che obbligano a ricalibrare o sospendere.
Errore di linguaggio — Scrivere “trading cycle = dominant cycle” cancella una decisione metodologica. Se una fonte post-Hurst usa “dominant” in modo diverso, la definizione va attribuita a quella fonte.
Esempio storico
Nel caso Screw and Bolt del 1968, Hurst costruisce il piano intorno a una componente di circa 18 settimane. L'esempio documenta una scelta compiuta su quel titolo e in quel periodo; non trasforma 18 settimane nel trading cycle obbligatorio per altri mercati.
Fonti
- J. M. Hurst, The Profit Magic of Stock Transaction Timing, Prentice-Hall, 1970, capp. 4, 7 e 8.
- David Hickson, “Trading with J. M. Hurst”, white paper post-Hurst, Sentient Trader.