James Marsden Hurst 1924—2005

Capitolo 9.3 Perché i prezzi cambiano

Eventi storici e ciclicità di mercato (Hurst)

La Fig. IX-2 alla prova: Corea, Vietnam, devalutazioni, Eisenhower, Cuba, Kennedy — i cicli continuano come un orologio. E il PNL come candidato per il trend (Fig. IX-3).

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A chi serve questa voce — Ogni giorno i commentari attribuiscono il mercato alle notizie. Hurst fa la controprova su vent'anni di Dow: senza le etichette con le date, non riusciresti nemmeno a trovare le guerre sul grafico. Se credi alle headline, quella credenza distorce le tue decisioni cicliche.

Fonte: J. M. Hurst, The Profit Magic of Stock Transaction Timing, Prentice-Hall, 1970 — Capitolo 9, §§ The Influence of Broad Environmental FactorsHow the GNP Affects the Market (pp. 147–151, Fig. IX-2, IX-3).


Prerequisiti

Perché i prezzi cambiano e i cicli nominali usati come metro.


Il test

In parole semplici — L'esperimento è semplice: si prende il Dow 1949–1968, ci si sovrappongono le date dei grandi eventi, e si chiede — togliendo le etichette, sapresti dire dal solo prezzo quando c'era una guerra?

L'enunciato viene dal Cap. 2: «gli eventi storici nazionali e mondiali contribuiscono in modo assolutamente trascurabile alla performance del mercato nel suo insieme». Che sia un concetto alieno lo dimostra «ogni colonna finanziaria che leggete o ascoltate», dove il mercato è debole o forte a seconda dei colloqui di pace o di dieci dozzine di fattori simili. Ma la verifica è a portata di mano: c'è abbondanza di storia dei prezzi registrata, e l'almanacco fornisce le date.

Fig. IX-2 originale — History vs Market: il DJIA 1949–1968 con gli eventi storici sovrapposti
La tavola originale del 1970: Fig. IX-2, «How History Does Not Influence The Market!» — con le durate cicliche misurate stampate sul grafico (51 · 53 · 52 · 52 mesi).

Le guerre

Durante la guerra di Corea un ciclo da 52 mesi fece la sua cima e terminò — esattamente come i cicli della stessa famiglia si comportano dal 1897 — completo dei tre cicli (nominali) da 18 mesi annidati. Con il Vietnam un 52 mesi era circa a metà strada: continuò e terminò come atteso in 52 mesi, «dopodiché un altro partì prontamente». La domanda del libro: se domani sul nastro passasse la notizia di un'altra guerra, non ti preoccuperesti per i tuoi titoli? Ma dovresti?

Le devalutazioni

Nel panico delle devalutazioni del 1949, un 18 mesi e un 52 mesi erano entrambi a quattro mesi dal via: proseguirono fino al completamento «in beata ignoranza dei guai valutari». E la sterlina del novembre 1967? Il mercato cadde, sì — ma stava già scendendo prima della svalutazione, e quel calo era prevedibile con un anticipo «fino a un anno e mezzo»: era la fase terminale di un ciclo nominale da 18 mesi «che sale e scende con la regolarità di un orologio da quasi un secolo». Il fondamentalista dirà che il mercato «scontava in anticipo»; il modello dice che era semplicemente il ciclo.

Le crisi nazionali

Evento Cosa mostra il grafico
Infarto di Eisenhower (set 1955) Il calo coincide con la fine del primo dei tre cicli da 18–20 settimane, nel secondo dei tre 18 mesi del 52 mesi partito a fine 1953
Rottura USA–Cuba (fine 1960) Era ora di far partire un 18 mesi (qui 20): partì. «Il mercato non si degnò nemmeno di una blanda reazione di cortesia»
Assassinio di Kennedy (nov 1963) 15 minuti di vendite nel panico, borsa chiusa d'autorità — eppure, col senno di poi, il lieve calo segnalava la fine attesa del primo 18 mesi (qui 17) del 52 partito nel 1962; poi il mercato «filò dritto verso l'alto» fino al pullback del 1965
Suez, Sputnik, Tonchino, caduta di Krusciov Nessuna relazione identificabile con l'attività del mercato

Nota dell'editor — Nella scansione del libro il ciclo dell'episodio Eisenhower risulta partito «late 1963»: è un refuso evidente per 1953 — l'infarto è del settembre 1955, e la tavola originale IX-2 stampa proprio il segmento «53 MO.» che parte dal 1953. La conclusione del paragrafo, testuale: «i grandi eventi storici mondiali e nazionali hanno un impatto trascurabile sui prezzi azionari».


E allora cosa spinge il Dow da 160 a 1000? Il PNL

In parole semplici — La ciclicità spiega le oscillazioni dentro l'envelope; non spiega la linea centrale che dal 1949 al 1966 sale da ≈160 a oltre 1000. Il candidato è il prodotto nazionale lordo — con tutte le cautele del caso.

Fig. IX-3 originale — DJ 30 Industrials e Gross National Product sovrapposti, 1949–1968
Fig. IX-3: il Dow e il PNL USA in miliardi di dollari — le scale coincidono quasi perfettamente. La didascalia del libro: «Which Came First: The Dow "Chicken" Or The GNP "Egg"?»

Sovrapponendo al Dow 1949–1968 il PNL USA in miliardi, le scale coincidono quasi perfettamente e la correlazione è «impressionante» — c'è persino un'eco dei saliscendi del 52 mesi nel PNL. Le cautele sono dette per esteso: la correlazione non implica causa-effetto; può darsi che Dow e PNL reagiscano alle stesse cause, o che sia coincidenza. Ma ecco un fattore «fondamentale» che innegabilmente correla col mercato e rende conto proprio della parte di moto che la ciclicità non copre: «richiede molta meno immaginazione imputare una relazione qui che nel caso degli eventi storici».


L'implicazione operativa

Scheda — Come usare questa lezione

  • Headline di guerra o crisi: non invertire il lato per una notizia — verifica lo stato ciclico (i tre orologi).
  • Panico vero (guerra, devalutazione): «rappresenta un'occasione d'acquisto se anche il quadro ciclico è maturo» (conclusioni del Cap. 9).
  • Sul singolo titolo gli shock fondamentali restano critici: questa voce parla del mercato aggregato.

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