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Sortino ratio e downside deviation

Rendimento medio sopra un target per unità di downside deviation, con target, frequenza, denominatore e annualizzazione dichiarati.

A chi serve — A chi vuole distinguere la dispersione totale dagli scarti sotto un obiettivo minimo e sa che la scelta del target è parte della metrica.

Il Sortino ratio confronta il rendimento medio rispetto a un rendimento minimo accettabile con la downside deviation calcolata rispetto allo stesso target. A differenza dello Sharpe ratio, il denominatore non penalizza ogni scarto dalla media: considera soltanto le osservazioni inferiori al target secondo una convenzione dichiarata.

Il target viene spesso indicato come MAR (minimum acceptable return). Può essere zero, un tasso privo di rischio, un obiettivo periodico, inflazione o un rendimento richiesto coerente con una passività. Scegliere MAR uguale a zero per abitudine modifica la domanda: un rendimento positivo ma inferiore all'obiettivo verrebbe trattato come successo anche quando non finanzia lo scopo.

Sortino ratio e downside deviation Il rischio viene misurato rispetto a un rendimento-obiettivo dichiarato Sortino ratio e downside deviation Il rischio viene misurato rispetto a un rendimento-obiettivo dichiarato Sortino = media(rₚ − T) / √media[min(0, rₚ − T)²] Target T Può essere zero, un hurdle oun’altra soglia, ma vadichiarato. Downside deviation Solo gli scarti sotto il targetentrano nel quadratosemideviation. Campione Frequenza, finestra eosservazioni sopra targetinfluenzano il rapporto. Confronto È diverso dallo Sharpe: cambiala definizione del rischio, nonsolo il nome. Cyclepedia · schema didattico: convenzioni, periodo e dati vanno dichiarati
Il target divide la distribuzione: cambiarlo modifica sia il rendimento differenziale sia quali osservazioni entrano nel downside risk.

Una definizione riproducibile

Con rendimenti periodici Rₜ e target periodico MARₜ, una convenzione comune della downside deviation è:

DD = √[(1/N) × ∑ₜ min(0, Rₜ − MARₜ)²]

Il Sortino ratio diventa:

Sortino = [media(Rₜ) − media(MARₜ)] / DD

Se il target è costante, il numeratore si riduce a media(R) − MAR. Il denominatore divide per tutte le osservazioni N nella convenzione mostrata. Dividere soltanto per il numero di osservazioni sotto il MAR produce una downside deviation più alta e, quando il numeratore è positivo, un rapporto più basso. Nella definizione adottata qui è un errore, non una variante numericamente equivalente: formula e normalizzazione devono essere dichiarate e non vanno mescolate in un confronto.

Esistono anche formulazioni basate su lower partial moments con ordini e normalizzazioni differenti. Il nome “Sortino” senza formula non garantisce che due provider calcolino lo stesso numero.


Il ruolo del target

Il MAR deve condividere:

  • frequenza e periodo dei rendimenti;
  • valuta e trattamento del cambio;
  • base nominale o reale;
  • natura lorda o netta;
  • calendario e timing;
  • orizzonte economico.

Un obiettivo annuo non si divide sempre semplicemente per dodici: la conversione coerente di un tasso composto è (1+MAR_annuo)^(1/12)−1 per mesi equivalenti. Se il target cambia nel tempo, la serie MARₜ va conservata.

Un tasso privo di rischio in dollari non è automaticamente il target di un portafoglio in euro; l'inflazione osservata può non coincidere con quella rilevante per la passività. La scelta economica precede il calcolo.


Sortino e Sharpe rispondono a domande diverse

Aspetto Sharpe Sortino
riferimento benchmark del differential return rendimento minimo accettabile
rischio deviazione standard dell'intera serie differenziale scarti sotto il target
scarti positivi aumentano la dispersione non entrano nel downside denominator
sensibilità media, volatilità, autocorrelazione media, MAR, frequenza di shortfall
caso critico deviazione standard zero downside deviation zero

Un Sortino superiore allo Sharpe non dimostra una strategia migliore: i denominatori sono differenti. La metrica può apparire molto alta quando il campione contiene pochi shortfall; proprio allora l'incertezza sul downside risk può essere elevata.


Esempio con due convenzioni

Quattro rendimenti percentuali ipotetici sono 2, 1, −1, 2 e il MAR è zero. La media è 1%. Con la definizione su tutte le osservazioni:

DD = √[(0² + 0² + (−1)² + 0²) / 4] = 0,5%

Il Sortino periodico è 1 / 0,5 = 2. Dividendo soltanto per l'unica osservazione negativa, la downside deviation sarebbe 1% e il rapporto 1. Il confronto mostra perché formula e denominatore devono accompagnare il risultato; non stabilisce quale valore sia “buono”.


Annualizzazione

È possibile annualizzare numeratore e downside deviation sotto ipotesi coerenti, ma moltiplicare il rapporto per √m non è una legge universale. Autocorrelazione, target variabile, volatilità condizionata, rendimenti sovrapposti e smoothing alterano la scala.

Un report prudente può calcolare direttamente rendimenti e target alla frequenza desiderata, mostrare risultati non annualizzati e documentare l'approssimazione usata. Il numero di periodi annui dipende dal calendario: una strategia crypto e un fondo valutato mensilmente non condividono automaticamente 252 osservazioni.


Limiti

Il Sortino ratio:

  • dipende fortemente dal MAR;
  • comprime frequenza e severità degli shortfall in una radice quadratica;
  • non misura l'ordine temporale né la durata dei drawdown;
  • può essere instabile con pochi dati sotto target;
  • non descrive code oltre il campione;
  • non corregge bias di selezione, costi o illiquidità;
  • può risultare indefinito quando la downside deviation è zero;
  • non prova abilità o causalità.

Un payoff con molti piccoli rendimenti sopra MAR e una rara perdita grave può mostrare un risultato favorevole finché l'evento di coda non entra nel campione. Occorrono drawdown, scenari, distribuzione e qualità delle valutazioni.


Checklist

Per rendere il calcolo riproducibile:

  1. pubblicare formula e denominatore;
  2. definire MAR e motivazione economica;
  3. indicare frequenza, finestra e valuta;
  4. specificare rendimenti semplici o logaritmici;
  5. dichiarare price o total return;
  6. elencare costi e fee inclusi;
  7. descrivere annualizzazione e autocorrelazione;
  8. mostrare numero e profondità degli shortfall;
  9. affiancare drawdown e scenari;
  10. distinguere ex ante, backtest e live.

Errore tipico — Calcolare la downside deviation dividendo solo per i periodi negativi e confrontarla con un provider che divide per tutte le osservazioni. Lo stesso nome nasconde due rapporti diversi.


Fonti

Collegamenti