James Marsden Hurst 1924—2005

Capitolo 10.2 Tranelli e come evitarli

Le barriere psicologiche (Hurst)

Le sei barriere del Cap. 10: influenza esterna, avidità, effetto cachi, distorsione del tempo, effetto scala, ciclicità emotiva — con gli addestramenti del libro per ciascuna.

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A chi serve questa voce — «Puoi padroneggiare le tecniche alla perfezione e finire nei guai lo stesso.» Le ragioni sono psicologiche, e la cosa più importante che puoi fare per superarle è una sola: riconoscere che esistono. Eccole tutte e sei, con gli antidoti del libro.

Fonte: J. M. Hurst, The Profit Magic of Stock Transaction Timing, Prentice-Hall, 1970 — Capitolo 10, §§ Recognizing Psychological BarriersIn a Nutshell (pp. 160–167).


Prerequisiti

Il metodo (Cap. 1–8) e, per il perché profondo, la motivazione X: se qualcosa muove le masse di investitori, muove anche te.


La mappa

HURST 1970 · CAP. 10 Le sei barriere psicologiche La tecnica si può padroneggiare alla perfezione — il nemico è nello specchio SCHEMA CYCLEPEDIA — EMICICLO 01 L’influenza esterna il broker, i giornali, il dubbio COERENZA ASSOLUTA 02 L’avidità i «quasi» che sembrano buoni MAI DOVE C’È CONFUSIONE 03 L’effetto cachi il momento giusto sembra sbagliato COMPRA IL FRUTTO BRUTTO 04 La distorsione del tempo il grafico corre, la vita no UN DATO ALLA VOLTA 05 L’effetto scala nessun grafico è unico GRAFICO QUASI QUADRATO 06 La ciclicità emotiva contro l’istinto, sempre VENDI NEI RIALZI prima difesa, comune a tutte: sapere che esistono; seconda: decidere in anticipo come reagirai L’antidoto più importante è semplicemente riconoscere che esistono.
Le sei barriere del Capitolo 10 — ognuna con la sua parola d'ordine.
Tocca le sei tessere

1 · L'influenza esterna

In parole semplici — La telefonata del broker, l'articolo su Barron's, la trimestrale sul giornale: qualunque cosa semini il dubbio e ti impedisca di agire quando il prezzo ti sta dicendo cosa farà. È la barriera numero uno, specie per chi ha appena cambiato metodo.

Il libro la racconta con due storie. Nella prima hai appena montato scan, scuderia e analisi — e squilla il telefono: il broker raccomanda caldamente XYZ, oggetto di un'acquisizione, «ora a 21, prospettive 32». L'ultima volta che ti ha dato una dritta hai fatto mille dollari in tre giorni; la fiducia in te stesso si scioglie, e i fondi in attesa finiscono su XYZ. Non conta se guadagni o perdi: sei tornato al vecchio metodo — quello che, per prova documentata, rende mediocremente.

«Un sistema basato sulle probabilità può sviluppare il grado di successo atteso solo se viene seguito con coerenza assoluta! Serve una deviazione sorprendentemente piccola per alterare radicalmente le probabilità.»

La storia di ABC (il 30% perso) — Stavolta hai giurato di seguire solo la tua analisi. ABC rompe il downtrend: l'envelope non-real-time mostra un minimo due punti più alto del previsto, tutto il quadro grafico conferma, il segnale vale un 30% in dieci giorni. Chiami per comprare — ma il Dow è salito di 25 punti in sei giorni e il broker, in buona fede, consiglia di aspettare «che il mercato tiri il fiato». Tu vacilli e rinunci. Quello che né tu né lui avete notato: ABC era scesa proprio nei sei giorni in cui il mercato saliva — le sue componenti corte erano leggermente fuori sincrono, e l'ultima gamba di ABC era partita due settimane prima della svolta dell'indice, +20% col mercato in discesa. «Sconfitto dall'impatto psicologico di influenze esterne rispettate.» È il senso vero del detto di Wall Street: «this is a market of stocks, not a stock market».

Gli antidoti, in ordine: ricorda che nei test su carta il metodo funzionava senza che sapessi né la data né il nome del titolo; pratica analitica senza limiti («non puoi applicare questi metodi su carta troppo spesso»), tenendo un registro scrupoloso e «piegandoti all'indietro pur di non barare»; avvisa gli amici che non vuoi sentire notizie sugli investimenti; pre-decidi come reagirai quando l'influenza si infilerà comunque; e se all'inizio cedi lo stesso, segui il trade in entrambe le direzioni e registra i risultati — poi guarda come sarebbe andata se avessi resistito.


2 · L'avidità

In parole semplici — I «quasi»: tutto dice compra, tranne una confusione sul ciclo da 13 settimane. E trovare di meglio costerebbe giorni di lavoro. La regola del libro è in maiuscolo: non tradare dove c'è confusione.

Puoi lavorare con diligenza tre settimane e mezzo senza tradare affatto, scartando prospetto dopo prospetto, prima di trovare la situazione che non lascia dubbi — ed è perfettamente possibile che quell'unico trade catturi un 10% in mezza settimana. Il richiamo è all'aritmetica del Cap. 1: partendo da $10.000, un solo trade da 10% al mese compone a oltre $1.000.000 in circa quattro anni. Trada invece tutti i «quasi» che passano, e qualche perdita è garantita — e «ogni volta che perdi, diminuisce la fiducia in te stesso».

Lo stesso vale per le vendite: cavalca il profitto solo finché non c'è dubbio su ciò che le tecniche ti dicono. «Se il dubbio arriva — prendi il profitto, e accontentati.» La barriera morde di più quando vedi i «quasi» scartati andare esattamente dove pensavi: la tentazione di saltare sul prossimo diventa fortissima. Il difetto ha un solo nome, avidità — «e può sconfiggerti con la stessa efficacia del tradare senza sistema».


3 · L'effetto cachi

In parole semplici — Il momento ideale per comprare è esattamente quando il titolo sembra il meno interessante possibile. E il momento ideale per lo short è quando sembra che non smetterà mai di salire.

Il titolo è in scuderia, aspetti il segnale: il prezzo continua a scendere, l'escursione giornaliera si prosciuga insieme al volume. La tua analisi ciclica se lo aspettava — ma a guardarlo sembra che ogni interesse sia svanito, e convincersi ad agire quando il segnale arriva è difficilissimo. Di qui l'analogia che dà il nome alla barriera: coi cachi, i frutti dolci sono quelli che sembrano quasi marci — e il morso al frutto sodo, liscio e invitante si paga caro.

E un dettaglio operativo prezioso: «molto spesso, quando la situazione ciclica è matura, un'intera giornata di scambi a un solo prezzo su volume evanescente segnala in anticipo il buy signal del giorno dopo».


4 · La distorsione del tempo

In parole semplici — Sul grafico, mesi di prezzi si percepiscono in secondi; dentro il titolo, il tempo striscia. L'obiettività che hai su tutto il passato svanisce esattamente quando serve: sul dato che si aggiunge oggi.

È il problema di ogni approccio tecnico: i grafici funzionano perché comprimono il tempo — ed è proprio questa compressione a ingannare. L'analogia del libro è il cinema: fotogramma per fotogramma, ogni fluidità e persino la realtà del movimento cessano di esistere; a velocità normale, tutto torna vivo. Coi grafici è l'inverso: il passato scorre a velocità di proiezione, ma la vita reale aggiunge i dati fotogramma per fotogramma.

L'esperimento del ventaglio — Prendi una serie di vecchi numeri dei chart Mansfield, ritaglia il grafico settimanale del Dow da ogni prima pagina, pinzali in ordine cronologico sul bordo sinistro — e sfogliali davanti agli occhi come un mazzo di carte, concentrandoti sul ciclo da 18–20 settimane. Saprai in anticipo che movimento sta per arrivare: i grafici prendono vita ciclica. E arrivato all'ultimo foglio, ti resterà un'impressione netta di ciò che viene dopo.

L'addestramento: analizza titoli su grafici del passato, poi aggiungi un dato alla volta (giorno o settimana) e ripeti l'analisi, sforzandoti di dare a ogni nuovo punto il suo peso dentro il tessuto complessivo. Ancora meglio in tempo reale: porta avanti giorno per giorno un gruppo di titoli già analizzati, prima di cominciare a tradare. «È davvero difficile sopravvalutare l'importanza di questa barriera per il tuo successo.»


5 · L'effetto scala

In parole semplici — I dati sono unici; il grafico no. Le stesse coppie tempo-prezzo, disegnate con scale diverse, raccontano storie diverse — al punto che tu e un amico potreste non credere che descrivono lo stesso titolo.

La scelta dei fattori di scala può sopprimere o esaltare ciò che cerchi. Gli orientamenti del libro:

# Regola
1 Grafici giornalieri per componenti da 1 a 13 settimane
2 Grafici settimanali da 13 settimane a 9 mesi
3 Grafici mensili da 9 mesi in su
4 Scale tali che il moto del periodo d'interesse formi un grafico quasi quadrato
5 Per smorzare le componenti corte: meno spazio al prezzo, stessa scala tempo
6 Per smorzare le lunghe: più spazio al prezzo, stessa scala tempo
7 Pattern che sembra insignificante (es. un triangolo)? Ingrandisci entrambe le scale
8 Attenzione calamitata da fenomeni che sai insignificanti? Riduci entrambe

Nei chart service il problema si rovescia: spazio e periodo sono fissi, quindi il titolo volatile esce compresso e quello pigro dilatato (con enfasi indebita sulle fluttuazioni corte). È lo stesso fatto che il Cap. 7 sfrutta a rovescio, leggendo la scala del Mansfield come misura di volatilità. Per l'analisi comunque si ridisegna; per scan e selezione, allenati a neutralizzare il cambio di scala da grafico a grafico.


6 · La ciclicità emotiva

In parole semplici — Che sia reale o no, assumere che il tuo umore di mercato oscilli ciclicamente «non fa danno» — e aiuta a battere l'effetto cachi. Perché l'umore giusto per guadagnare è l'esatto contrario di quello naturale.

Il ragionamento chiude il cerchio del Cap. 9: le decisioni sono effetti che esigono cause; senza fatti sufficienti decide l'emozione; e se masse di investitori producono all'unisono moto ciclico, «diventa un'assunzione ragionevole che gli atteggiamenti emotivi delle masse varino in modo ciclico — e che la ciclicità dei prezzi non sia che il suo riflesso».

Comunque stiano le cose sul piano teorico, un fatto è certo: «la gente non ha sempre più voglia di comprare man mano che i prezzi scendono, né più voglia di vendere man mano che salgono. Eppure è esattamente questo l'umore obbligatorio per comprare basso e vendere alto». La ricetta: comportati come se qualcosa facesse oscillare ciclicamente il tuo umore, e combatti consapevolmente quelle forze presunte — ti ritroverai «nello stato d'animo di vendere nei mercati che salgono e comprare in quelli che scendono». Da solo non garantisce profitti; «combinato con una teoria di timing che funziona, può fare meraviglie».


Scheda — «In a Nutshell» (p. 167)

  • Niente è perfetto: l'analisi può sbagliare per tre cause tecniche — e i TLL proteggono quasi sempre.
  • L'antidoto più importante alle barriere psicologiche è sapere che esistono.
  • Le influenze esterne, per quanto benintenzionate, rompono l'equilibrio statistico del sistema.
  • L'avidità si combatte con la conoscenza del compounding: non serve molto per trade.
  • Un titolo raramente sembra interessante nel momento ideale per comprarlo; di solito sembra troppo bello per essere vero quando è ora di vendere.
  • Esiste un effetto psicologico legato al tempo-grafico contro il tempo reale; e le scale dei grafici contano.
  • Devi allenarti emotivamente a vendere nei rialzi e comprare nei ribassi.

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