James Marsden Hurst 1924—2005

Capitolo 11.2 Analisi spettrale

L'analisi di Fourier, passo passo (Hurst)

La procedura di Lanczos come la insegna il libro: due sequenze dal centro della serie, le frequenze da Z = π/((m−1)/2), le ampiezze seno/coseno e lo spettro composito.

In questa pagina

A chi serve questa voce — La ricetta completa per misurare lo spettro di un titolo a mano, come la dà il libro (nella variante semplice di Lanczos): carta, tavole trigonometriche e pazienza. Oggi la esegue un computer in un lampo — ma capirla passo passo è il modo migliore per sapere cosa significa davvero uno spettro.

Fonte: J. M. Hurst, The Profit Magic of Stock Transaction Timing, Prentice-Hall, 1970 — Capitolo 11, §§ How to Do Fourier AnalysisThe Kind of Results You Can Expect (metodo Lanczos, pp. 171–175).


Prerequisiti

L'analisi spettrale — cosa sono periodo, ampiezza, fase e frequenza angolare.


1 · Preparare i dati

Tre regole: dati equispaziati nel tempo (giornalieri, settimanali, mensili…); un valore rappresentativo per intervallo, sempre con lo stesso criterio (di solito la chiusura); un numero dispari di dati, in ordine cronologico. Più dati usi, più fine sarà la risoluzione dello spettro.

2 · Le due sequenze

Si marca il dato centrale della serie e da lì si costruiscono due nuove sequenze — tutte le operazioni successive lavorano su queste, non sui prezzi:

  • Sequenza 1 (per i coseni) — primo elemento: il numero centrale; poi la somma delle coppie equidistanti dal centro, allargandosi fino agli estremi; l'ultimo elemento (primo + ultimo prezzo) si divide per 2.
  • Sequenza 2 (per i seni) — come la prima, ma: primo elemento zero; differenze invece di somme (sempre il più recente meno il più vecchio); ultimo elemento posto a zero.

3 · Le frequenze

Con m dati, si calcola Z = π / ((m−1)/2). Le frequenze angolari dell'analisi sono: 0 (il valore senza oscillazione), poi Z, 2Z, 3Z… fino a ((m−1)/2)·Z — il tutto diviso per lo spacing dei dati. Ognuna si riconverte in periodo con T = 2π/ω. Conviene portare tutto in radianti/anno (dal settimanale: ×52) per non confondersi.

4 · Le ampiezze

Per ogni frequenza si calcolano due ampiezze:

  • coseno (dalla Sequenza 1): per la frequenza k-esima, somma di ogni elemento moltiplicato per cos(k·j·Z) — con j l'indice dell'elemento — divisa per (m−1)/2. Per ω = 0: la somma di tutta la sequenza, divisa per (m−1)/2.
  • seno (dalla Sequenza 2): identico, coi seni al posto dei coseni; la prima ampiezza sinusoidale è zero.

5 · Lo spettro composito

Per ogni frequenza, l'ampiezza composita è √(a² + b²) delle due ampiezze. Si tracciano le coppie ampiezza-frequenza (o ampiezza-periodo) — e l'analisi di Fourier è completa: uno spettro come quello della Fig. A I-1.

Il banco di prova del libro — Questa analisi è stata eseguita su 2.300 chiusure settimanali del DJ 30: i risultati, con l'interpretazione e le correlazioni con gli altri metodi spettrali, sono il cuore dell'Appendice I.


L'avvertenza che vale il capitolo

Attenzione — Traccia una riga col righello, tabulane i punti, e Fourier ti restituirà «un insieme di componenti oscillanti che sommate approssimano la riga quanto vuoi». L'analisi ha trovato lo spettro della riga — ma la riga l'hai fatta col righello, non sommando onde. Fourier è il punto di partenza quando sospetti periodicità nascoste; per sapere se il processo generatore le ha messe lì davvero servono le altre tecniche. Per i prezzi la risposta è la tesi del libro: circa il 23% del moto non è spettro artificiale ma processo intrinseco — il caso è sviluppato nelle Appendici.


Passo Operazione
1 m dati dispari, equispaziati, stesso criterio di prezzo
2 Due sequenze dal centro: somme (coseni) e differenze (seni)
3 Z = π/((m−1)/2); frequenze 0, Z, 2Z, … /(spacing)
4 Ampiezze coseno e seno per ogni frequenza
5 Composita √(a²+b²) → spettro ampiezza-periodo
Lo spettro esiste sempre; la predicibilità solo se il processo è davvero ondulatorio

Collegamenti