A chi serve — A chi deve trasformare valori, posizioni e proventi in una misura riproducibile, distinguendo il risultato degli investimenti dal denaro aggiunto o prelevato.
Il rendimento del portafoglio è la variazione percentuale del suo valore economico durante un intervallo definito. Il numero diventa interpretabile solo quando dichiara che cosa include: variazioni di prezzo, dividendi e cedole, costi, imposte, coperture valutarie e flussi esterni. Anche valuta base, orari di valutazione, frequenza e regola di composizione fanno parte della misura.
Un saldo finale più alto non prova da solo una performance positiva: potrebbe dipendere da un versamento. Allo stesso modo, un saldo più basso potrebbe riflettere un prelievo e non una perdita. Prima si ricostruisce il perimetro economico, poi si calcola il rendimento con il metodo adatto ai flussi.
Il contratto di misurazione
Prima della formula conviene fissare un piccolo contratto dati.
| Campo | Domanda da rendere verificabile |
|---|---|
| Intervallo | quali istanti aprono e chiudono il periodo e con quale fuso orario? |
| Valore | quali prezzi, ratei, saldi di cassa, collateral e passività entrano nel patrimonio? |
| Proventi | dividendi, cedole e altri incassi sono inclusi e reinvestiti con quale regola? |
| Flussi esterni | quali versamenti e prelievi cambiano il capitale sotto misurazione? |
| Costi | il risultato è lordo o netto di negoziazione, gestione, custodia e altre spese? |
| Valuta | qual è la valuta base e come sono trattati cambio e coperture? |
| Pesi | sono osservati all'inizio, medi, giornalieri oppure ricostruiti dalle quantità? |
Due serie entrambe chiamate “rendimento” possono divergere legittimamente se una è price return in valuta locale e l'altra total return netto in euro. Il problema nasce quando la differenza non viene dichiarata.
Rendimento semplice e total return
Per un'attività senza flussi esterni durante il periodo, con valore iniziale
V₀, valore finale V₁ e proventi I non già
compresi in V₁, il rendimento semplice totale è:
R = (V₁ − V₀ + I) / V₀Il price return considera soltanto la variazione di prezzo. Il total
return incorpora anche i proventi secondo una convenzione di reinvestimento.
La distinzione è materiale per strumenti che distribuiscono dividendi,
cedole o capitale. Se il valore finale include già la cassa prodotta, sommare
di nuovo I crea un doppio conteggio.
Per un portafoglio autofinanziato, formato all'inizio del periodo e senza negoziazioni o flussi intermedi, il rendimento semplice può essere scritto:
Rₚ = Σᵢ wᵢ,₀ × Rᵢwᵢ,₀ è il peso economico iniziale della componente i e
Rᵢ il suo rendimento semplice coerente con lo stesso intervallo,
la stessa valuta e lo stesso trattamento dei proventi. In un portafoglio
long-short i pesi possono essere negativi o sommare a uno soltanto rispetto a
una particolare base di capitale. Vanno quindi dichiarati patrimonio netto,
esposizione lorda, leva e denominatore: “+3%” su NAV non equivale a “+3%”
sull'esposizione lorda.
Quando si negozia durante il periodo, i pesi iniziali non descrivono più ogni unità di rendimento. Occorrono sottoperiodi, pesi aggiornati o una ricostruzione da quantità, prezzi e cassa. La formula pesata resta esatta nel suo perimetro; non autorizza a usare pesi finali per spiegare retroattivamente il risultato.
Rendimento logaritmico: utile, ma non intercambiabile
Se R > −100%, il rendimento logaritmico della stessa traiettoria
total-return è:
g = ln(1 + R) = ln[(V₁ + I) / V₀]Se V₁ include già i proventi, l'ultimo termine diventa
ln(V₁ / V₀): anche qui I non deve essere contato due
volte.
I log-return consecutivi della stessa ricchezza si sommano nel tempo:
g₁…T = Σₜ gₜ. Il rendimento semplice cumulato corrispondente è
exp(g₁…T) − 1. Questa additività è utile in analisi, ma non rende
il log-return la risposta a ogni domanda.
In particolare, il log-return di un portafoglio non è in generale la media pesata dei log-return dei componenti. Per aggregare attività nello stesso periodo si calcola prima il rendimento semplice del portafoglio con pesi coerenti; solo dopo, se serve, lo si trasforma in logaritmo. Inoltre un rendimento semplice non può scendere sotto −100%, mentre il log-return non è definito quando il valore arriva a zero. Le due rappresentazioni devono essere etichettate, non mescolate dentro la stessa serie.
Composizione nel tempo
I rendimenti semplici di periodi consecutivi si compongono geometricamente:
R₁…T = Πₜ(1 + Rₜ) − 1Sommarli è soltanto un'approssimazione. Un +10% seguito da −10% produce
1,10 × 0,90 − 1 = −1%, non zero. Per recuperare la perdita del 10%
serve infatti un guadagno dell'11,11% sulla base ridotta. L'esempio mostra una
proprietà aritmetica, non una soglia operativa.
La media aritmetica risponde alla domanda “qual è stato il rendimento medio per periodo nel campione?”. La media geometrica risponde alla domanda “quale tasso costante avrebbe collegato valore iniziale e finale?”. Frequenza, numero di periodi e presenza di intervalli parziali devono accompagnare ogni annualizzazione.
Flussi esterni e flussi interni
Un flusso esterno entra o esce dal perimetro misurato: versamento, prelievo, sottoscrizione o rimborso. Un acquisto finanziato vendendo un'altra posizione è invece interno al portafoglio. Anche dividendi e cedole restano interni se sono accreditati alla sua cassa; diventano economicamente esterni solo quando lasciano il perimetro secondo la policy adottata.
Con flussi esterni, la variazione (V₁ − V₀) / V₀ confonde mercato
e capitale. Esistono due famiglie principali:
- il rendimento ponderato per il tempo spezza il periodo ai flussi e collega geometricamente i sottoperiodi;
- il rendimento ponderato per il denaro incorpora dimensione e timing dei flussi, spesso tramite un tasso interno di rendimento.
Non sono due stime concorrenti dello stesso oggetto. Il TWR isola meglio il percorso della strategia quando i flussi sono decisi all'esterno; il MWR descrive l'esperienza del capitale effettivamente investito. Prima di scegliere la metrica va dichiarata la domanda.
Contributi e attribution
Nel caso semplice, wᵢ,₀ × Rᵢ è il contributo della componente
i: i contributi sommano al rendimento del portafoglio se dati,
pesi e residui condividono la stessa metodologia. Il contributo risponde a
“quanto ha aggiunto questa posizione?”. Non dimostra abilità e non misura da
solo la bontà della decisione.
La performance attribution confronta invece portafoglio e benchmark e assegna l'active return a decisioni come allocazione, selezione o altri fattori previsti dal modello. Con negoziazioni infraperiodo, derivati, cassa o valute, una riconciliazione completa può includere P&L di prezzo, proventi, cambio, coperture, costi e un residuo esplicitamente controllato. Nascondere il residuo dentro “altro” impedisce di verificare il calcolo.
Costi, imposte e valuta base
“Lordo” e “netto” richiedono una definizione. Un rendimento può essere netto dei costi di transazione ma lordo della commissione di gestione; un altro può includere custodia, costi amministrativi o imposte. La SEC mostra, nel proprio materiale educativo, che anche differenze ricorrenti di costo modificano il valore composto nel tempo. Non basta quindi sottrarre una percentuale annua alla fine di una serie senza rispettarne base e calendario.
Per una posizione in valuta estera, in assenza di copertura e con convenzioni coerenti, la relazione è:
1 + R_base = (1 + R_locale) × (1 + R_FX)Il termine di interazione impedisce di sommare sempre rendimento locale e cambio. Una copertura introduce inoltre P&L, carry, collateral e costi propri. Valuta del prezzo, valuta del conto e valuta del report non vanno trattate come sinonimi.
Esempio riproducibile
Un portafoglio ipotetico inizia con 60 euro nell'attività A e 40 nell'attività B. Nel periodo, total return coerenti sono +5% e −2%; non avvengono flussi o negoziazioni. Il rendimento lordo è:
0,60 × 5% + 0,40 × (−2%) = 2,20%I contributi sono +3,00 e −0,80 punti percentuali. Se costi contabilizzati nel periodo valgono 0,10% del patrimonio secondo la stessa base, il risultato netto è circa 2,10%; “circa” segnala che timing e base dei costi possono richiedere un calcolo più preciso.
Se a metà periodo entra un versamento di 50 euro, i pesi iniziali non bastano più per misurare l'intero percorso. Serve valorizzare il portafoglio al flusso per un TWR oppure conservare data e importo per un MWR. Il versamento non è un rendimento e non va attribuito alle attività.
Controllo di qualità
Una serie pubblicabile permette di ricostruire almeno:
- valori iniziali e finali e loro timestamp;
- quantità, prezzi, ratei, cassa e passività incluse;
- flussi esterni con data, importo e convenzione temporale;
- proventi e regola di reinvestimento;
- costi e imposte inclusi o esclusi;
- valuta base, tassi di cambio e coperture;
- formula, frequenza e metodo di composizione;
- rettifiche, dati stimati e riconciliazione del residuo.
Prezzi stale, corporate action mancate, dividendi duplicati, cambi non sincronizzati e arrotondamenti possono produrre una serie formalmente valida ma economicamente falsa. Il rendimento storico descrive inoltre il percorso osservato: non è una previsione e non determina un'allocazione appropriata.
Errore tipico — Confrontare un total return netto in euro con un price return lordo in dollari. La differenza può provenire da proventi, costi e cambio prima ancora che dalla gestione.
Fonti
- CFA Institute, Rates and Returns — 2026 refresher reading — fonte ufficiale su rendimenti holding-period, composizione, log-return, TWR e MWR.
- U.S. Securities and Exchange Commission, Form N-1A, istruzioni sul total return — fonte regolamentare primaria su valore finale, reinvestimento delle distribuzioni, costi e tasso composto annuale per i fondi nel perimetro del modulo.
- S&P Dow Jones Indices, Index Mathematics Methodology — metodologia ufficiale che distingue price index, total return e net total return e documenta il reinvestimento dei dividendi.
- U.S. Securities and Exchange Commission, How Fees and Expenses Affect Your Investment Portfolio — bollettino ufficiale sull'effetto composto di costi e spese.
- CFA Institute, GIPS Standards Handbook for Firms — fonte ufficiale su input, flussi esterni, valutazioni e coerenza delle metodologie di performance.