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Metriche e benchmark di backtest

Come leggere rendimento, rischio, drawdown, costi, capacità e incertezza dichiarando serie, frequenza, annualizzazione e termine di confronto.

A chi serve — A chi deve interpretare un report di strategia senza affidarsi a un unico numero e vuole confrontare risultati con unità, costi e rischi coerenti.

Le metriche di backtest riassumono aspetti diversi di una simulazione: rendimento, variabilità, perdita di coda, percorso, qualità dei trade, implementazione e incertezza. Un benchmark definisce il termine di confronto. Nessuna metrica singola stabilisce che una strategia abbia un edge o sia adatta a un investitore.

Prima del numero viene il contratto: serie dei rendimenti, frequenza, valuta, capitale, leva, trattamento della cassa, reinvestimento, costi, dati mancanti, periodo e benchmark. Cambiare una di queste convenzioni può cambiare il risultato senza cambiare alcun trade.

Metriche e benchmark di backtestRendimento, percorso, implementazione e incertezza devono restare separati. Valori illustrativi esclusi: ogni misura richiede unità, frequenza, capitale e costi dichiarati.Metriche e benchmark di backtestRendimento, percorso, implementazione e incertezza devono restare separatiValori illustrativi esclusi: ogni misura richiede unità, frequenza, capitale e costi dichiarati.RendimentoTotale, annualizzatoo excess returnrichiedono flussi ecompounding coerenti.ExpectancyMedia per trade ounità di rischiodipende dalladefinizionedell'osservazione.Volatilità edownsideStimatore, frequenzae distribuzionedeterminano ilsignificato.Sharpe /SortinoNumeratore,benchmark,annualizzazione eautocorrelazionevanno dichiarati.Drawdown erecuperoMisure path-dependentlegate alla finestraosservata, non limitifuturi.Turnover ecostiCollegano segnaleteorico e risultatoeconomicamenteimplementabile.Esposizione ecapacitàLeva, concentrazionee scala spieganoparti del rendimentoe del rischio.Benchmark eincertezzaConfronto pertinente,intervalli e numerodi prove accompagnanoil punto stimato.Cyclepedia · schema didattico condizionato, non previsione né promessa
Una scheda informativa combina famiglie di metriche e conserva le convenzioni necessarie per interpretarle.

Le famiglie di misure

Famiglia Esempi Domanda Limite
Rendimento cumulato, CAGR, rendimento medio, excess return quanto è cresciuto il capitale secondo la convenzione? non descrive il percorso né il rischio
Variabilità volatilità, downside deviation quanto oscillano i rendimenti? penalizza o ignora movimenti in modo dipendente dalla definizione
Risk-adjusted Sharpe, Sortino, information ratio quanto rendimento è associato alla misura di rischio scelta? sensibile a dipendenza, distribuzione e benchmark
Percorso max drawdown, durata, recovery time, Calmar quale perdita da picco si osserva nel campione? un solo percorso non identifica la distribuzione futura
Coda quantili, Expected Shortfall, worst period che cosa accade nelle osservazioni peggiori o negli scenari? pochi eventi e model risk rendono incerta la stima
Trade-based expectancy, profit factor, win rate, payoff ratio come si distribuiscono risultati per trade definito? trade sovrapposti e definizione dell'unità
Implementazione turnover, spread, slippage, impact, capacity quanto del lordo è acquisibile? costi dipendono da size e stato del mercato
Incertezza errore standard, intervalli, bootstrap, risultati per fold quanto è precisa e stabile la stima? dipende dalle assunzioni del metodo

Una metrica può avere più definizioni. “Rendimento annuo” può essere media aritmetica annualizzata o tasso composto; “Sortino” può usare target e denominatori diversi; “profit factor” dipende da come si aggregano trade, costi e posizioni. Formula e convenzione devono essere visibili.


Sharpe: formula e annualizzazione

Per rendimenti in eccesso xₜ = rₜ − rᶠₜ, una stima campionaria semplice è:

Sharpe = media(xₜ) / deviazione_standard(xₜ)

La frequenza della serie è parte della misura. Moltiplicare lo Sharpe giornaliero per la radice del numero di periodi è esatto soltanto sotto condizioni restrittive sulla dipendenza e sulla scala temporale. Lo mostra Lo: con autocorrelazione, rendimenti smussati o posizioni sovrapposte, la conversione naive può essere materialmente fuorviante.

Occorre dichiarare tasso privo di rischio o hurdle, fonte, valuta, convenzione giornaliera e gestione dei giorni non negoziati. Uno Sharpe lordo non è confrontabile con uno netto; uno senza leva non è equivalente a uno con un profilo di esposizione diverso.


Drawdown e metriche per trade

Il max drawdown è la maggiore discesa da un precedente massimo della curva nel campione. Dipende dal percorso e dal periodo iniziale/finale. Due strategie con stessa distribuzione marginale possono avere drawdown diversi per l'ordine dei rendimenti. Durata e tempo di recupero aggiungono informazione che l'ampiezza da sola non mostra.

Win rate, payoff medio, expectancy e profit factor descrivono i trade secondo una segmentazione scelta. Se una posizione viene scalata in più ordini, il numero dei “trade” cambia con la regola di raggruppamento. Molti trade sullo stesso shock non sono osservazioni indipendenti. Presentare un profit factor sopra una soglia come prova autonoma di edge ignora campione, dipendenza, selezione e coda.


Quattro tipi di benchmark

Benchmark Confronto Caveat
Cash / risk-free remunera il capitale non rischiato valuta, durata e tasso devono essere coerenti
Indice o portafoglio di mercato rappresenta una opportunità investibile o un mandato price return e total return non sono equivalenti
Baseline di strategia misura valore incrementale rispetto a regola semplice deve usare stessi dati, costi, universo e leva
Benchmark di esecuzione confronta il prezzo ottenuto con arrival price, VWAP o altro riferimento valuta l'esecuzione, non l'alpha del segnale

Il benchmark va scelto in base alla domanda e preferibilmente prima del risultato. Una strategia market-neutral non è spiegata bene soltanto da un indice long-only; una strategia di timing può essere confrontata sia con cash sia con esposizione passiva, mostrando anche beta e capitale impiegato. Per indici e portafogli occorre allineare dividendi, ribilanciamenti, valuta e costi.

I Principles for Financial Benchmarks di IOSCO riguardano benchmark finanziari e la loro governance. Sono utili per comprendere integrità, metodologia e conflitti, ma non trasformano ogni baseline interna in un benchmark regolato.


Lordo, netto e capacità

Un report utile costruisce un ponte riconciliabile:

risultato lordo − commissioni − spread − slippage − impatto − borrow/funding/roll = risultato netto simulato

Le voci non sono costanti universali. Impatto e probabilità di fill dipendono da quantità, urgenza, venue, profondità e regime. Mostrare più livelli di size e assunzioni motivate aiuta a distinguere rendimento teorico da capacità economicamente acquisibile.

Turnover senza unità è ambiguo. Va dichiarato se usa acquisti, vendite, metà della somma assoluta, peso o nozionale e su quale intervallo. Lo stesso vale per utilizzo del margine, esposizione lorda/netta e capitale inattivo.


Selezione e incertezza

Lo Sharpe del migliore tra molti tentativi ha una distribuzione diversa da quella di una strategia pre-specificata. Il Deflated Sharpe Ratio considera, nel proprio modello, non-normalità e selezione tra prove. Reality Check e altri metodi affrontano confronti multipli. Questi strumenti richiedono un registro credibile dei candidati e non correggono leakage o errori di esecuzione.

Intervalli e bootstrap devono rispettare la dipendenza. Il conteggio delle righe o dei trade non coincide automaticamente con il numero di osservazioni indipendenti. Oltre alla stima puntuale conviene mostrare risultati per periodo, strumento, regime e fold, più sensibilità a costi e specifiche.


Esempio illustrativo

Due report dichiarano Sharpe 1,2. Il primo usa rendimenti giornalieri netti, tasso in valuta coerente e correzione per autocorrelazione; il secondo usa P&L lordo mensile smussato, annualizzato con una convenzione non dichiarata. I due numeri non sono confrontabili.

Una scheda corretta riporta formula, serie, frequenza, campione, costi, benchmark, esposizione e incertezza. Il valore 1,2 è soltanto illustrativo e non costituisce una soglia di qualità.


Scheda minima riproducibile

  1. Periodo, universo point-in-time, timezone e frequenza.
  2. Definizione dei rendimenti, valuta, capitale, leva e reinvestimento.
  3. Risultati lordi, ponte dei costi e risultati netti.
  4. Benchmark e baseline scelti, inclusi dividendi e costi.
  5. Rendimento, variabilità, drawdown/coda, trade e implementazione.
  6. Turnover, capacità e concentrazione dei profitti.
  7. Dipendenza, numero di tentativi e metodo d'incertezza.
  8. Risultati per segmento e versioni di codice/dati.

Il fine non è accumulare indicatori. È impedire che un numero elegante nasconda la convenzione che lo ha prodotto.


Fonti

Collegamenti