In parole semplici — Il FCF prova a misurare quanta cassa resta all'impresa dopo gli investimenti definiti dalla formula: prima del confronto bisogna sapere che cosa è stato sottratto.
Il flusso di cassa libero, spesso abbreviato in FCF dall'inglese free cash flow, prova a misurare quanta liquidità resta dopo che l'attività ha generato cassa e ha pagato determinati investimenti in beni durevoli.
Il calcolo più diffuso parte dal flusso di cassa operativo e sottrae le spese in conto capitale, dette capital expenditure o capex. Il nome, però, non identifica una misura contabile standardizzata: prima di confrontare due numeri bisogna leggere come sono stati costruiti.
Come leggerlo nei conti
Il punto di partenza è il rendiconto finanziario, non il solo utile del conto economico. La società dovrebbe mostrare il flusso prodotto dalle attività operative e spiegare quali acquisti considera capex. Nell'esempio della figura, 200 milioni di flusso operativo meno 80 milioni di capex danno 120 milioni di FCF secondo quella specifica formula.
Il confronto più prudente usa la stessa definizione per più esercizi e osserva anche ricavi, margini, debito e fabbisogno di investimento. Un FCF negativo può derivare da un'espansione produttiva, da incassi operativi deboli o da entrambe le cause; il segno da solo non distingue crescita sana da deterioramento. Un FCF positivo, allo stesso modo, non garantisce dividendi, riacquisti di azioni o riduzione del debito.
Approfondimento: definizione e limiti
La SEC descrive come calcolo tipico il flusso di cassa operativo meno capex, ma precisa che il FCF non ha una definizione uniforme. Quando un'impresa lo pubblica come misura non-GAAP deve quindi dichiarare il calcolo e riconciliarlo con la misura contabile più vicina. La SEC avverte inoltre che il nome non deve far credere che tutta la somma sia disponibile per spese discrezionali: debiti e altri impegni obbligatori possono non essere stati sottratti.
IAS 7 disciplina invece il rendiconto dei flussi di cassa e distingue attività operative, di investimento e di finanziamento; non crea una riga IFRS chiamata FCF. Anche free cash flow to firm e free cash flow to equity sono costruzioni di valutazione diverse dal semplice FCF pubblicato da una società. In un DCF, flusso e tasso di sconto devono riferirsi agli stessi finanziatori: una formula familiare non basta a renderli coerenti.
Fonti
SEC, Non-GAAP Financial Measures, domanda 102.07 — definizione tipica, assenza di uniformità, riconciliazione e limite sull'uso del termine.
IFRS Foundation, IAS 7 Statement of Cash Flows — struttura ufficiale dei flussi operativi, di investimento e di finanziamento.
CFA Institute, Free Cash Flow Valuation — distinzione fra FCFF e FCFE e coerenza con i rispettivi tassi di sconto.
Collegamenti
DCF · EBITDA · Fair value