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Flusso di cassa libero (FCF)

Il flusso di cassa libero stima la liquidità prodotta dall'attività dopo gli investimenti in beni durevoli; formula, uso e limiti vanno sempre dichiarati.

In parole semplici — Il FCF prova a misurare quanta cassa resta all'impresa dopo gli investimenti definiti dalla formula: prima del confronto bisogna sapere che cosa è stato sottratto.

Il flusso di cassa libero, spesso abbreviato in FCF dall'inglese free cash flow, prova a misurare quanta liquidità resta dopo che l'attività ha generato cassa e ha pagato determinati investimenti in beni durevoli.

Il calcolo più diffuso parte dal flusso di cassa operativo e sottrae le spese in conto capitale, dette capital expenditure o capex. Il nome, però, non identifica una misura contabile standardizzata: prima di confrontare due numeri bisogna leggere come sono stati costruiti.

Dal flusso operativo al flusso di cassa libero dichiarato Un esempio parte da 200 milioni di flusso operativo, sottrae 80 milioni di capex e ottiene 120 milioni di FCF; un controllo finale ricorda che debiti e altri impegni possono non essere inclusi. Una definizione dichiarata, non una riga standard Flusso operativo200 M€dato contabile Capex sottratto−80 M€perimetro dichiarato FCF dichiarato120 M€200 − 80 Impegnidebito · leasingaltre uscitenon sempre dedotte Formula tipica: flusso operativo − capex. Definizione e riconciliazione decidono il significato.
Seleziona un passaggio per leggerne il dettaglio. L'esempio illustra una formula comune, non una definizione universale.

Come leggerlo nei conti

Il punto di partenza è il rendiconto finanziario, non il solo utile del conto economico. La società dovrebbe mostrare il flusso prodotto dalle attività operative e spiegare quali acquisti considera capex. Nell'esempio della figura, 200 milioni di flusso operativo meno 80 milioni di capex danno 120 milioni di FCF secondo quella specifica formula.

Il confronto più prudente usa la stessa definizione per più esercizi e osserva anche ricavi, margini, debito e fabbisogno di investimento. Un FCF negativo può derivare da un'espansione produttiva, da incassi operativi deboli o da entrambe le cause; il segno da solo non distingue crescita sana da deterioramento. Un FCF positivo, allo stesso modo, non garantisce dividendi, riacquisti di azioni o riduzione del debito.

Approfondimento: definizione e limiti

La SEC descrive come calcolo tipico il flusso di cassa operativo meno capex, ma precisa che il FCF non ha una definizione uniforme. Quando un'impresa lo pubblica come misura non-GAAP deve quindi dichiarare il calcolo e riconciliarlo con la misura contabile più vicina. La SEC avverte inoltre che il nome non deve far credere che tutta la somma sia disponibile per spese discrezionali: debiti e altri impegni obbligatori possono non essere stati sottratti.

IAS 7 disciplina invece il rendiconto dei flussi di cassa e distingue attività operative, di investimento e di finanziamento; non crea una riga IFRS chiamata FCF. Anche free cash flow to firm e free cash flow to equity sono costruzioni di valutazione diverse dal semplice FCF pubblicato da una società. In un DCF, flusso e tasso di sconto devono riferirsi agli stessi finanziatori: una formula familiare non basta a renderli coerenti.

Fonti

Collegamenti

DCF · EBITDA · Fair value